"L'uomo si è accorto della realtà solo quando l'ha rappresentata.
E niente meglio del teatro ha mai potuto rappresentarla."
 
  “Aut / aut stop” - cortometraggio
“Aut / aut stop”
cortometraggio di Christian Letruria
interpretazione del ruolo de "Luomo della Corvette"
Christian Letruria
D.: Raccontaci il tuo film: la storia, come nasce l'idea, cosa ti proponi di raccontare?
R.: La storia è molto semplice: è il racconto di un ragazzo che in un momento particolare della sua esistenza, in un momento in cui sente di dover operare delle scelte radicali ed importanti per la propria esistenza, riceve un passaggio in auto da uno sconosciuto. Questo piccolo episodio, casuale e quotidiano, lo segnerà profondamente e come una sorta di rivelazione lo condizionerà nelle sue scelte.Lo spunto per il racconto è autobiografico e si riferisce ad un fatto simile che mi è realmente accaduto; naturalmente poi elaborato e quindi romanzato in fase di sceneggiatura. Ho sempre avuto un grande interesse per storie di questo tipo: relazioni informali e casuali che mettono gli attori di fronte al rischio-opportunità di uscire dalle proprie routines e di raccontarsi davanti allo spettatore-attore occasionale.


D.: Nella storia del cinema quali sono i registi ai quali ti ispiri o che vedi come dei modelli da seguire?
R.: Da fruitore di cinema sono uno spettatore quanto mai onnivoro; il mio gusto si è formato attingendo a diversi linguaggi cinematografici: dalla nouvelle vague a Fellini a Tarantino e Kitano. Da maker l'intento è di far confluire questi stili così diversi in una ricetta equilibrata e personale.


D.: Come nasce la scelta di Federico Grassi per il ruolo dell' “uomo della corvette”?
R.: Il ruolo dell' “uomo della corvette” in questo film è centrale ed imprescindibile. La storia si nutre di questo personaggio ambiguo, in bilico sempre fra l'affascinante viveur che coglie l'attimo e lo squallido qualunquista dissipato da penosi vizi. Quest'ambiguità non poteva che essere disvelata e raccontata dalle virtuose e talentuose capacità di un professionista della scena come Federico Grassi, del quale conoscevo da tempo la capacità e le possibilità interpretative. Il suo carisma naturale ed endemico, si dosa alchimisticamente con le profonde sfumature emotive che lascia trasparire, con l'equilibrio ed il dosaggio sapiente dei grandi.


D.: Parlaci ora della lavorazione. Come procede? E regalaci una testimonianza del tuo lavoro con Federico.
R.: La lavorazione è quasi conclusa e sono molto soddisfatto del girato: ho a disposizione un buonissimo materiale. Tra poco inizierà il montaggio e per la fine di aprile conto di aver terminato la post-produzione e di avere il prodotto finito. La mia esperienza con Federico è nata come allievo durante due laboratori teatrali e nell'allestimento di uno spettacolo. Averlo avuto protagonista in questo mio lavoro è stato un privilegio, la sua capacità di mettersi in gioco senza riserve, un vero tesoro.


D.: Concludiamo con la post-edizione. Il futuro del tuo film: dove andrà?
R.: Il film verrà presentato e concorrerà in numerosi festival nazionali ed internazionali tra i quali Torino Film Festival, Locarno, Arcipelago.


 
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